Codice Etico

19/03/2018

 

Negli ultimi anni, soprattutto a seguito di gravi scandali che hanno investito imprese e coinvolto azionisti, il concetto di etica e la necessità che le aziende ispirino il loro agire a principi morali è divenuta sempre più pressante. 

A tal fine, a partire dagli anni ’90, negli Stati Uniti (e successivamente anche in Europa) le aziende di grandi dimensioni hanno deciso di adottare un Codice Etico.

Il codice etico è la carta dei diritti e dei doveri fondamentali dell’azienda, una specie di Carta Costituzionale che definisce la responsabilità etico-sociale di ogni partecipante all’organizzazione imprenditoriale.

Nel Codice Etico l’azienda stabilisce i principi ispiratori della propria condotta nei confronti dei c.d. “stakeholder” (portatori d'interesse), sia interni (dipendenti, soci, ecc.) che esterni (fornitori, Pubblica Amministrazione, azionisti, mercato finanziario, clienti). In sostanza il codice etico offre la possibilità a tutte le parti interessate, ovvero a tutti coloro che intrattengono relazioni con l’organizzazione d’impresa, di potere appurare se le loro aspettative e le loro legittime pretese sono state considerate attraverso un criterio di equità.

E’ un mezzo efficace a disposizione delle imprese per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell’azienda, poiché introduce una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche e sociali dei propri dirigenti, quadri, dipendenti e spesso anche dei fornitori verso i diversi portatori d’interesse. 

Il Codice ha lo scopo di indirizzare l'agire dell'azienda verso comportamenti etici, rendendo effettivi i principi a cui la stessa si ispira mediante l'introduzione di un complesso di regole comportamentali il cui rispetto costituisce condizione imprescindibile per il conseguimento della propria missione aziendale.

Allo stesso tempo il Codice, richiedendo un riconoscimento ed un consenso da parte delle persone a cui si rivolge, costruisce relazioni di fiducia reciproca all’interno delle organizzazioni; il che risulterebbe difficile o impossibile tramite adozione di un codice disciplinare. Inoltre, l’azienda, attraverso di esso, mira a prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto proprio, costruendosi una buona reputazione verso l’esterno.

In un momento storico in cui pubblicità e reputazione sono più che mai elementi che determinano il successo o meno di un’attività economica, il fatto che un’azienda dichiari quali sono i principi a cui si ispira diventa una cartina tornasole per verificarne la credibilità e la coerenza.

Allo stesso tempo, l’entrata in vigore della legge 231/2001, che disciplina la “Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società”, ha introdotto nel nostro ordinamento la punibilità delle società e degli enti che sono chiamati a rispondere per i reati commessi dalle persone fisiche che li rappresentano, quando l'azione delittuosa è commessa nell'interesse o a vantaggio della società medesima.

Per non incorrere in tale responsabilità, si è resa, quindi, necessaria la predisposizione di un modello di organizzazione, gestione e controllo che definisca le linee guida a cui si deve ispirare l'intera attività svolta dalle persone fisiche all'interno della società o dell'ente stesso.

A tal fine, il Codice Etico, pur potendo esistere in autonomia e prescindere dall'adozione del modello organizzativo anzidetto, viene ritenuto il "nocciolo duro" e, comunque, il punto di partenza per la redazione dello stesso.

Si tratta di un documento adottato ufficialmente dai vertici della persona giuridica e diffuso a cascata, in maniera capillare, nell'organizzazione aziendale e pertanto vincolante per tutti coloro che operano all'interno del suo organigramma.

Poiché la principale finalità del Codice Etico è quella di orientare l’attività della Società ed indirizzarla al rispetto dei principi etici, esso deve vincolare i soci, gli Amministratori, l’Organo di Controllo, i dipendenti, nonché tutti coloro che, pur non rientrando in una delle categorie anzidette, operano direttamente o indirettamente in nome e per conto della stessa, (ad es. agenti, collaboratori a qualsiasi titolo, consulenti, fornitori, partners commerciali).

Pertanto, tutti i destinatari del Codice sono tenuti ad osservare ed a far rispettare, per quanto di propria competenza, i principi contenuti nel documento stesso, adeguando i propri comportamenti e le proprie azioni a detti criteri. Inoltre, la definizione dei ruoli, fissata tramite organigramma, permette una conoscenza diffusa di ogni attribuzione di responsabilità ed una presa di coscienza da parte dei soggetti coinvolti del proprio ruolo all’interno della società. I comportamenti prescritti dal Codice, pertanto, definiscono, sotto il profilo etico, la condotta rilevante ai fini del compiuto e corretto assolvimento degli obblighi di fedeltà e diligenza richiesti, nonché del generale obbligo della buona fede esigibile dai collaboratori a qualunque titolo e dai fornitori di prestazioni di servizi. Tutti i comportamenti contrari ai principi riportati nel Codice, dunque, danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari, rappresentando violazioni contrattuali da sanzionare.