Cultura della sicurezza

19/03/2018

 Il verificarsi di incidenti sul lavoro è spesso strettamente connesso ad una mancanza di cultura della sicurezza in ambito lavorativo.


Per cultura della sicurezza si intende la scelta, possibile e consapevole, di sviluppare un sistema ben organizzato di processi e di pratiche professionali che portino datore di lavoro, dirigenti, preposti e lavoratori a pensare, percepire e rappresentare il rischio in azienda, ed a mettere in pratica comportamenti che annullino, o per lo meno, abbassino tale rischio.

 

Quando si parla di cultura della sicurezza non ci si riferisce a principi teorici e astratti, ma ad un insieme di norme scritte, buone prassi, atteggiamenti virtuosi, che costruiscano una vera condivisione, ad ogni livello aziendale, di comportamenti in tale materia e che contrastino quelle convinzioni irrazionali che portano ad una percezione non corretta del rischio. La sicurezza deve, infatti, penetrare nell’organizzazione aziendale a 360° e comprendere ogni comparto dell’azienda ed ogni figura professionale in essa impiegata.

 

Un’azienda permeata da una cultura della sicurezza si fonda su un sistema condiviso e partecipato di valori, principi, conoscenze, capacità individuali e di gruppo, coerente con i principi generali dell’organizzazione lavorativa.

 

Per poter diffondere questa cultura è fondamentale non pensare alla sicurezza come ad una mera e sterile adozione di leggi, bensì giungere ad un approccio più ampio e condiviso del significato di lavorare in sicurezza, tenendo conto della produttività e contemporaneamente della salubrità dell’ambiente di lavoro e del benessere delle persone.


In primo luogo occorre sfatare il falso mito che lavorare in sicurezza richieda necessariamente grandi investimenti economici. Molto spesso, per ottenere buoni risultati, basta approntare misure elementari, ma sufficienti a garantire il lavoratore dai rischi gravissimi; elaborare processi produttivi ed un organizzazione del lavoro basata sulla sicurezza, nonché concepire investimenti mirati, come ad esempio l’ottimizzazione delle modalità gestionali.

 

Per poter sviluppare la cultura della sicurezza è necessario programmare una formazione partecipata e periodica a tutti i livelli, che agisca soprattutto sui comportamenti dei lavoratori attraverso l’eliminazione di cattive abitudini, e che stimoli la motivazione alla sicurezza. Perché questo accada, è estremamente rilevante sensibilizzare i superiori livelli gerarchici sull’importanza del benessere dei propri collaboratori. La mancanza di queste premesse genera incoerenza tra il contenuto dei messaggi espressi durante i corsi di formazione ed il comportamento effettivo dei responsabili, incuranti dell’importanza della prevenzione. Tale atteggiamento trasmette ai lavoratori la sensazione di un basso interesse verso il tema “sicurezza” da parte dell’azienda, la quale indirizza il proprio comportamento verso soluzioni più comode, ma non necessariamente le più sicure.


Nel momento in cui, invece, i lavoratori percepiscono una direzione aziendale in tal senso credibile, verificano che la cultura della sicurezza non è uno slogan privo di valore, ricoprono un ruolo effettivo nella risoluzione dei problemi e nel prendere decisioni in materia, ricevendo un riconoscimento positivo per il loro lavoro, si genera un rapporto di reciproca fiducia con i dirigenti e si crea un circolo virtuoso che innesca quella cultura necessaria a implementare la sicurezza stessa.

 

Pertanto, l’obiettivo da raggiungere è l’individuazione e la successiva assimilazione di un corretto modo di vivere la sicurezza da parte di tutti i soggetti dalla stessa interessati.